Una nuova apertura nel cuore di Roma Sud-Est racconta una storia di famiglia, sacrificio e pizza popolare fatta con ricerca, memoria e qualità.
Roma continua a parlare il linguaggio della pizza in teglia, ma ci sono insegne che nascono lontano dalla movida del centro storico e conquistano il pubblico partendo da quartieri veri, vissuti, popolari. È il caso di Pizzeria Der Biondo, la pizzeria di Alessio Zucchegni, che inaugura la nuova (seconda) sede in Via Tuscolana 1472, portando il suo stile diretto, creativo e profondamente romano in una delle strade più vive e attraversate della Capitale.
Dietro il nome sull’insegna non c’è una strategia di marketing, ma una storia personale. “Er Biondo” era infatti il soprannome del padre di Alessio, figura centrale della sua vita e della sua formazione professionale, venuto a mancare, ma rimasto presenza costante nel suo percorso. È seguendo le sue orme che Alessio ha deciso di fare il pizzaiolo, costruendo con sacrificio la sua prima attività a Castelverde, nella periferia est di Roma, zona Lunghezza, lontano dal turismo gastronomico e dalle mode del momento.
Una storia nata in una Roma autentica, fatta di lavoro quotidiano, quartieri di passaggio, clienti abituali e tanta gavetta. Alessio è uno di quei ragazzi semplici che hanno trasformato la passione in mestiere, dedicando ogni energia alla crescita professionale, con grande umiltà e una continua voglia di imparare. Tra i suoi riferimenti più importanti c’è naturalmente Gabriele Bonci, mentore e fonte d’ispirazione per una visione della pizza in teglia che unisce tecnica, ricerca, stagionalità e visione creativa.


Alessio Zucchegni
Un ruolo fondamentale lo ricoprono le aziende e i piccoli produttori che Alessio ha deciso di scegliere per offrire il meglio sulle sue pizze, uno di questi è l’olio Flaminio, utilizzato sia nelle preparazioni e nei condimenti che a crudo all’uscita delle pizze, per completare ogni ricetta con equilibrio, profumo e profondità di gusto. Le farine arrivano da Molino Fagioli e dal Mulino di Traglia, selezionate per garantire leggerezza, fragranza e lunga maturazione dell’impasto. Le verdure e anche formaggi come lo stracchino fresco provengono dall’Azienda Agricola Biologica Ammano, oltre 200 ettari coltivati tra le campagne dell’Etruria, nei pressi del Lago di Bracciano. Altro fornitore selezionato è l’azienda La Piana di Alsium, realtà che valorizzano stagionalità e agricoltura sostenibile. Il pomodoro viene direttamente dall’Azienda Agricola Marasca, mentre altri ingredienti arrivano attraverso Ethical Food, realtà impegnata nella selezione di prodotti d’eccellenza. Ogni ingrediente è scelto non solo per il sapore, ma per la storia che porta con sé.
Un dettaglio che racconta bene l’approccio di Alessio: nessun elemento viene considerato secondario, perché anche il gesto finale deve contribuire a costruire un morso riconoscibile e memorabile.

Nella pizzeria di Alessio il banco cambia continuamente: pizze nuove, abbinamenti fantasiosi, ingredienti selezionati con attenzione quasi maniacale. L’idea è quella di una pizza popolare nel prezzo e nell’anima, ma costruita con una qualità senza compromessi.
Tra i cavalli di battaglia spicca la Pizza Picchiapò, omaggio alla tradizione romana più verace. La ricetta parte dal lesso ripassato lentamente con cipolla, olio e pomodoro pelato Marasca, lasciato cuocere con un pizzico di peperoncino fino a diventare uno stracotto intenso e saporito. A completare il tutto, una generosa spolverata di pecorino romano e la guarnizione pronta per arrivare sulla pizza.
C’è poi la Pizza Crispy, divertente e provocatoria dichiarazione d’amore allo street food americano, reinterpretato però con spirito romano. L’ispirazione richiama il celebre panino McDonald’s, ma qui tutto cambia: hamburger di manzo danese, guanciale di maialino nero allevato allo stato brado e nutrito a cereali — “gli americani usano il bacon, ma noi semo romani” — vero cheddar, salsa homemade che ricorda quella iconica americana e cipolla croccante. Una pizza ironica, golosa e costruita con ingredienti di altissimo livello.
Tra le più richieste anche la pizza con le Polpette della nonna, forse il racconto più intimo del menu. Le polpette vengono preparate con un mix di maiale, vitella e tacchino, arricchite con pane raffermo ammorbidito nel latte, parmigiano, scorza di limone, aglio, basilico, sale e pepe. Dopo la cottura nel sugo, finiscono sulla pizza trasformando una ricetta semplice di famiglia in qualcosa di profondamente identitario.


Molto amata anche la pizza Pollo e Peperoni, reinterpretazione di un grande classico della cucina italiana, e la celebre Baciata, chiusa da un “coperchio” alla marinara e farcita con porchetta rigorosamente homemade cotta lentamente al girarrosto. La carne, selezionata da un macellaio di fiducia nelle Marche, viene speziata con semi di finocchio, pepe nero, aglio, rosmarino, origano, olio e sale, cotta per diverse ore e tagliata rigorosamente al coltello, per poi essere completata con prezzemolo biologico e una salsa essenziale a base di olio, sale e pepe.
Non manca una proposta più intensa e contemporanea: base rossa, ’nduja di Spilinga, fiordilatte della Latteria Gargiulo — consegnato fresco ogni mattina — cipolla croccante e prezzemolo per bilanciare sapidità e freschezza.
Tra le pizze che raccontano meglio la creatività di Alessio c’è anche la Cerebrum Aureum, il cui nome in latino significa “cervello dorato”. È la pizza con cui il pizzaiolo ha partecipato al contest di 50 Top Pizza, una proposta provocatoria e profondamente romana, preparata con cervello panato, capace di trasformare un ingrediente della tradizione del quinto quarto in una creazione contemporanea, dimostrando come tecnica e cultura gastronomica possano dialogare con ironia e personalità.


La nuova apertura su Via Tuscolana 1472 nasce proprio con l’idea di portare questo approccio in un quartiere densamente abitato, popolare e dinamico. Un luogo dove il rapporto umano conta ancora molto e dove Alessio ha scelto di mantenere uno spirito spontaneo e conviviale: assaggi offerti ai passanti, banco sempre vivo e attenzione continua verso chi entra anche solo per curiosità.
A Castelverde, invece, continua il lavoro anche sulla pizza alla pala, molto richiesta per l’asporto e preparata anche su ordinazione, consolidando il legame con il territorio da cui tutto è partito.
La Pizzeria Der Biondo non vuole inseguire il lusso o le tendenze del momento. Vuole semplicemente fare una pizza buona, sincera, accessibile e ricca di identità. E forse è proprio questa autenticità, oggi, a fare davvero la differenza.
PIZZERIA DER BIONDO
Via Tuscolana 1472 tel. 06 98184707
Via Tornimparte 3A – Zona Castelverde tel. 06 30323428
https://www.facebook.com/pizzeriaderbiondo/?locale=it_IT
https://www.instagram.com/pizzeria_der_biondo_dal_1997/
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